Google+
RICERCA PRODOTTI
RICERCA RICETTE

La riscoperta dei "legumi dimenticati"

Ecor, attingendo al prezioso bagaglio del passato e avvalendosi della collaborazione di alcuni agricoltori biologici italiani, ha selezionato per voi due di queste varietà antiche: la Cicerchia e la Roveja, varietà che ci parlano di un tempo passato e di un mondo contadino ormai scomparso.

Si tratta di specie antiche, ormai sconosciute, sopravvissute nei ricordi di chi da bambino le ha assaggiate nei piatti preparati dalle nonne o di chi da adulto ha consapevolmente deciso di coltivarle per salvaguardare la biodiversità e contribuire alla tutela dell’ambiente.

Scegliendo questi legumi biologici, accomunati dal fatto di avere alle spalle una storia antica, ognuno di noi può scoprire nuovi, ma antichi sapori, e arricchire la sua dieta con nutrienti che fanno bene all’uomo e all’ambiente.

Cicerchia

Chiamata cicercula dai Romani e considerata un legume povero, la Cicerchia è stata, in origine e per lungo tempo, l’alimento che ha permesso ai contadini di sfamarsi quando non avevano a disposizione cibi più ricchi ed elaborati.

Originaria del Medio Oriente e appartenente alla famiglia delle leguminose, nasce da una pianta erbacea annuale simile a quella dei ceci, che si contraddistingue per il fatto di essere molto robusta e di non aver bisogno di particolari trattamenti: si adatta infatti a crescere in condizioni molto difficili, su terreni poveri ed aridi, e resiste anche alle basse temperature.

Abbandonata per secoli, è stata riscoperta con l’obiettivo di tutelare la biodiversità italiana.

Vai alla scheda del prodotto>

 

Roveja

Una manciata dalle sfumature colorate, rosse, verde scuro, marroni e grigie: ed ecco a voi la Roveja , figlia di un bellissimo fiore. Appena raccolta, in realtà, la sua colorazione tende solo alle diverse sfumature del verde, per poi diversificarsi con l’ossigenazione.

Progenitrice del pisello comune per alcuni, in realtà ha una classificazione botanica ancora incerta. Nota in Europa fi n dalla preistoria, sembra che anch’essa abbia origini mediorientali. La sua crescita spontanea lungo le scarpate e nei prati l’ha resa protagonista dell’alimentazione di pastori e contadini insieme ad altri legumi poveri come lenticchie, cicerchie, fave, e a cereali, come orzo e farro.

Attualmente poco diffusa, in passato veniva coltivata lungo tutta la dorsale appenninica umbro-marchigiana e in particolare nella zona dei monti Sibillini dove veniva coltivata anche a quote elevate, data la sua resistenza alle basse temperature.

Vai alla scheda del prodotto>

 

Lenticchia di Altamura

Grande e color verde fieno, la lenticchia di Altamura è una varietà gigante locale che negli anni '70 stava scomparendo. Alcuni agricoltori, però, ne hanno ripreso la coltivazione biologica. Viene seminata i primi di gennaio e ha una resa di circa 10 quintali per ettaro. I semi utilizzati dal "nostro" agricoltore provengono dalla "scorta di famiglia" a magazzino: parte del prodotto, infatti, viene sempre reinvestito come seme per tutelarsi in caso di scarsi raccolti.

Vai alla scheda del prodotto>

 

Lenticchia di Castelluccio di Norcia

Lenticchia di Castelluccio di Norcia, un legume da sempre coltivato nei piani carsici attorno a Castelluccio di Norcia, ad altitudini che arrivano fino a 1400 metri sul livello del mare. Essendo un’Indicazione Geografica Protetta (IGP), nell’elaborazione del pack ci si è dovuti attenere al regolamento che permette solo grammature in multipli di 250g. Pertanto, non è stato possibile mantenere la grammatura di 400 g che contraddistingue, invece, gli altri prodotti della linea Alimenti Ritrovati. La Lenticchia di Castelluccio di Norcia può essere utilizzata in brodo, per la preparazione di zuppe, o asciutta, per accompagnare cereali e verdure di stagione. 

Alimenti Ritrovati
Ricerca prodotti Ricerca
prodotti
Trova negozi
Trova prodotti
Ecor vicino a